In architettura usiamo molto la parola “composizione”. Temo però che qualunque mia dissertazione su questo tema risulterebbe del tutto inadeguata in questa sede, vuoi per la necessaria brevità, vuoi per il profilo generalista del mio pubblico immaginario, vuoi per il rischio di risultare – su un tema così complesso – del tutto inadeguato alle aspettative mie […]
Vive le 14 julliet!
– Papi, ma il borgo sta venendo meglio del castello!
– Beh, magari gli abitanti del borgo (diciamo: i borghesi) con il loro lavoro e i loro commerci sono diventati ricchi…
– Papi, pensa se i borghesi si alleavano tra loro e conquistavano la reggia!
Domani passiamo a Marx.
Le forme alternative di didattica
– Papi, non vedo Satana, dov’è?
– È lì in alto, vedi? E sotto ci sono i Golosi…
– Sì, i dannati li conosco tutti, grazie all’Inferno di Dante…
– Michi, ma quando l’hai letto?!
– Ma no, papi, non il libro: l’escape room!
– …
Urbanistica da marciapiede
Ma a voi, i matti, per strada, cosa vi dicono? No, perché, stamattina, mentre attraversavo il QT8, mi ha fermato un tizio veramente male in arnese e, biascicando, mi ha detto: “perché la cosa speciale di questo quartiere, è che c’è un sacco di verde!”
Anelo assembramenti
Anelo assembramenti. Desidero vedere labbra: sorridenti, imbronciate, provocanti, anodine. Necessito stringere mani: quando mi presento, quando incontro, quando raggiungo un accordo, quando consegno un diploma. Voglio dare e ricevere abbracci e pacche sulle spalle. Accostare guance e schioccare baci. Voglio portarmi a casa la sera l’odore delle persone che ho incontrato. Abbiamo fatto e faremo […]
Una breve storia triste (con un finale felice)
Il Dottor Vidya Sagar Abburi è un ingegnere indiano laureato all’Indian Institute of Technology di Kharagpur con un Dottorato in Management Sciences della Jawaharlal Nehru Technological University di Hyderabad. Ha costituito anni fa una società di IT di un certo successo, la Avantel Limited, quotata in borsa. I suoi interessi di ricerca includono però “le […]
Tra rottamazione e gerontocrazia
A Milano molti ricevono e leggono un giornale-newsletter che ormai da molto tempo viene recapitato con regolarità nelle loro caselle email. Seppur limitato a una cerchia locale, è senza dubbio in città un organo di una certa rilevanza, soprattutto in una fascia colta, impegnata e un po’ radical-chic (senza necessariamente intendere il termine coniato da […]
Modern architecture masterpieces in movies #04

– Camille! C’est moi, Paul. Il y a 5 min que je te regarde, j’ai l’impression de te voir pour la première fois. Je peux rester ou ça t’ennuie?
– Reste, si tu veux.
Brigitte Bardot and Michel Piccoli as Camille and Paul Javal on the roof-terrace of Casa Malaparte by Adalberto Libera in Le Mépris (Jean-Luc Godard, 1963)
Modern architecture in movies #03

– Interactive erotic software. The wave of the future, Dude. One hundred percent electronic!
– Yeah well, I still **** *** manually.
Jeff Bridges as Jeffrey “The Dude” Lebowski visiting the Sheats–Goldstein Residence by John Lautner as the mansion of pornographer Jackie Treehorn (Ben Gazzara) in The Big Lebowski (Ethan and Joel Coen, 1998)
Modern architecture in movies #02

– Why’s she seeing Bud White?
– Why do men and women usually see each other?
David Strathairn as Pierce Morehouse Patchett inhabiting the Lovell Health house in Los Angeles by Richard Neutra in L.A. Confidential (Curtis Hanson, 1997). It was supposed to be a “A big, pink Spanish mansion with lots of tile” in Brian Helgeland’s movie script… Thanks John Panazarella and Leslie Thorson for choosing Neutra’s house instead.
La Sindrome dell’Isoletta
In questi giorni di lockdown Christiane è stata vittima della sindrome dell’Isoletta e ha riempito le dispense con provviste che basterebbero per sopravvivere diverse settimana, anche in mezzo al mare, probabilmente anche in venti.
Modern architecture in movies #01

– What are your superpowers, again?
– I’m rich.
Ben Ben Affleck as Bruce Wayne inhabiting the Farnsworth House in Batman v Superman: Dawn of Justice (Zack Snyder, 2016).
Alla mattina (in lockdown)
Alla mattina, subito dopo colazione, io e il Michi ci facciamo una corsetta. È piacevole, perché c’è sempre bel tempo e poi lungo la strada incontriamo Andrea, Gabriella, il Lele, un po’ di compagni di scuola del Michi e certe volte persino la Nonna. Corriamo per i prati, attraversiamo il ponte, passiamo tra i palazzi e poi saliamo in cima alla collina. In vetta ci aspetta la nostra carinissima personal-trainer che ci fa fare allunghi, v-up e un sacco di altri esercizi. Poi entriamo in un affollatissimo teatro, saliamo sul palco con tanti amici e facciamo una divertentissima sessione di step.
Poi spegniamo la Wii, ci facciamo una doccia, ci vestiamo e ci sediamo alle nostre rispettive postazioni telematiche.
Qurantine
The music that accompanied the complicated days of the first lockdown.
La dura verità (o dell’auto-promozione)
– Vi piace? Ho imparato a cucinare il pesce così dalla cuoca della scuola materna dove ho fatto il servizio civile.
– Era brava?
– Bravissima! Mi sa che in quei mesi ero ingrassato un po’…
– Papi, tu è tutta la vita che ingrassi.
– …
(In quarantena il Michi è diventato il mio personal trainer e non ha pietà).
Dialoghi con il Michi: la dura verità (o dell’auto-promozione)
– Vi piace? Ho imparato a cucinare il pesce così dalla cuoca della scuola materna dove ho fatto il servizio civile. – Era brava? – Bravissima! Mi sa che in quei mesi ero ingrassato un po’… – Papi, tu è tutta la vita che ingrassi.– … (In quarantena il Michi è diventato il mio personal […]
Della difficoltà di esercitare una leadership
– Ma perché nessuno fa mai quello che dico?!?
– Papi: mica siamo una famiglia patriarcale!
– …
Quotidiano amore
Alla mattina ho alcuni percorsi tipici, a seconda che faccia o meno compagnia alla Lu andando a scuola, a seconda che vada in studio, all’Ordine, da un cliente o in qualche altro dei luoghi dove più frequentemente vado di prima mattina.
Il più delle volte vado a piedi con la Lu fino alla fermata della Lilla e scendo in metro sempre dalla stessa scala. Sempre alla stessa ora. E tutte le volte ci sono, fermi davanti alla scala che scende, un signore con un Labrador color champagne e una signora con i capelli color semafororosso. Si guardano negli occhi, chiacchierano fitto fitto e si sbaciucchiano come adolescenti. Non posso resistere e mi chiedo: chissà che storia c’è dietro.
La prima volta che li ho notati ho pensato fosse un’occasione speciale: una partenza, una vittoria, una sconfitta scampata. Poi ho pensato fosse un periodo felice, o difficile. Ma invece no, era solo quotidiano amore. E già mi cambia l’umore.
Auld Lang Syne
L’Unione Europea che abbiamo oggi è purtroppo solo una pallida imitazione del grande stato internazionale federale – veicolo di libertà, coesione, pace e solidarietà sociale – sognato dai visionari di Ventotene. Ed è anche poca cosa rispetto alla più confusa e superficiale idea di casa comune che ha orientato le scelte e le biografie della […]
Giacomo
Caro Giacomo, esponente caricaturale di età indefinita della decadenza dei costumi occidentali, tu che mandi la tua dittatoriale madre, elegante e giovanile ma con stampella (un crociato lasciato a Curma?) a portare in tintoria i tuoi quattro completi blu-fund-manager la domenica mattina – Che siano pronti per sera (non potrai mica gestire la fondamentale acquisizione in boxer e calzini di filo-di-Scozia)! Attenzione: la pinzi nell’asola, non sull’etichetta! E il bigliettino giallo, che se no non me li fate per stasera!
Giacomo caro, io non so se tu sia più vittima o più carnefice, non so se disprezzarti o compatirti. Ma se dovessi rincontrare tuo padre, magari non in coda alla cassa della tintoria e senza tua madre, gli offrirò un whisky doppio, di quelli buoni, e forti. Per ora ho offerto il sorriso più sincero che avevo alla paziente tintora dell’Est.