Lo so che adesso mi infilo in un guaio, che la materia è scivolosa, che peraltro la sanità lombarda ha ben più gravi problemi, ma voi siete i miei amici e capirete l’impellenza di condividere con voi questa osservazione forse un po’ laterale… Qualche giorno fa ho installato l’app di Regione Lombardia per il consultare […]
La creatività ai tempi della pandemia
Questo gioco è troppo difficile. Per chi non lo sa, bisogna scegliere una categoria di gioco e il livello di difficoltà (io ho scelto categoria linguistico e livello di difficoltà 3, nella norma ecco), ma anche se provate a prendere tutti i power-up i boss rimangono troppo difficili. Io sono arrivato a un boss particolare, […]
Raffae’ e la Composizione
In architettura usiamo molto la parola “composizione”. Temo però che qualunque mia dissertazione su questo tema risulterebbe del tutto inadeguata in questa sede, vuoi per la necessaria brevità, vuoi per il profilo generalista del mio pubblico immaginario, vuoi per il rischio di risultare – su un tema così complesso – del tutto inadeguato alle aspettative mie […]
Anelo assembramenti
Anelo assembramenti. Desidero vedere labbra: sorridenti, imbronciate, provocanti, anodine. Necessito stringere mani: quando mi presento, quando incontro, quando raggiungo un accordo, quando consegno un diploma. Voglio dare e ricevere abbracci e pacche sulle spalle. Accostare guance e schioccare baci. Voglio portarmi a casa la sera l’odore delle persone che ho incontrato. Abbiamo fatto e faremo […]
Una breve storia triste (con un finale felice)
Il Dottor Vidya Sagar Abburi è un ingegnere indiano laureato all’Indian Institute of Technology di Kharagpur con un Dottorato in Management Sciences della Jawaharlal Nehru Technological University di Hyderabad. Ha costituito anni fa una società di IT di un certo successo, la Avantel Limited, quotata in borsa. I suoi interessi di ricerca includono però “le […]
Tra rottamazione e gerontocrazia
A Milano molti ricevono e leggono un giornale-newsletter che ormai da molto tempo viene recapitato con regolarità nelle loro caselle email. Seppur limitato a una cerchia locale, è senza dubbio in città un organo di una certa rilevanza, soprattutto in una fascia colta, impegnata e un po’ radical-chic (senza necessariamente intendere il termine coniato da […]
Modern architecture in movies #03

– Interactive erotic software. The wave of the future, Dude. One hundred percent electronic!
– Yeah well, I still **** *** manually.
Jeff Bridges as Jeffrey “The Dude” Lebowski visiting the Sheats–Goldstein Residence by John Lautner as the mansion of pornographer Jackie Treehorn (Ben Gazzara) in The Big Lebowski (Ethan and Joel Coen, 1998)
La Sindrome dell’Isoletta
In questi giorni di lockdown Christiane è stata vittima della sindrome dell’Isoletta e ha riempito le dispense con provviste che basterebbero per sopravvivere diverse settimana, anche in mezzo al mare, probabilmente anche in venti.
Alla mattina (in lockdown)
Alla mattina, subito dopo colazione, io e il Michi ci facciamo una corsetta. È piacevole, perché c’è sempre bel tempo e poi lungo la strada incontriamo Andrea, Gabriella, il Lele, un po’ di compagni di scuola del Michi e certe volte persino la Nonna. Corriamo per i prati, attraversiamo il ponte, passiamo tra i palazzi e poi saliamo in cima alla collina. In vetta ci aspetta la nostra carinissima personal-trainer che ci fa fare allunghi, v-up e un sacco di altri esercizi. Poi entriamo in un affollatissimo teatro, saliamo sul palco con tanti amici e facciamo una divertentissima sessione di step.
Poi spegniamo la Wii, ci facciamo una doccia, ci vestiamo e ci sediamo alle nostre rispettive postazioni telematiche.
Dialoghi con il Michi: la dura verità (o dell’auto-promozione)
– Vi piace? Ho imparato a cucinare il pesce così dalla cuoca della scuola materna dove ho fatto il servizio civile. – Era brava? – Bravissima! Mi sa che in quei mesi ero ingrassato un po’… – Papi, tu è tutta la vita che ingrassi.– … (In quarantena il Michi è diventato il mio personal […]
Quotidiano amore
Alla mattina ho alcuni percorsi tipici, a seconda che faccia o meno compagnia alla Lu andando a scuola, a seconda che vada in studio, all’Ordine, da un cliente o in qualche altro dei luoghi dove più frequentemente vado di prima mattina.
Il più delle volte vado a piedi con la Lu fino alla fermata della Lilla e scendo in metro sempre dalla stessa scala. Sempre alla stessa ora. E tutte le volte ci sono, fermi davanti alla scala che scende, un signore con un Labrador color champagne e una signora con i capelli color semafororosso. Si guardano negli occhi, chiacchierano fitto fitto e si sbaciucchiano come adolescenti. Non posso resistere e mi chiedo: chissà che storia c’è dietro.
La prima volta che li ho notati ho pensato fosse un’occasione speciale: una partenza, una vittoria, una sconfitta scampata. Poi ho pensato fosse un periodo felice, o difficile. Ma invece no, era solo quotidiano amore. E già mi cambia l’umore.
Auld Lang Syne
L’Unione Europea che abbiamo oggi è purtroppo solo una pallida imitazione del grande stato internazionale federale – veicolo di libertà, coesione, pace e solidarietà sociale – sognato dai visionari di Ventotene. Ed è anche poca cosa rispetto alla più confusa e superficiale idea di casa comune che ha orientato le scelte e le biografie della […]
Giacomo
Caro Giacomo, esponente caricaturale di età indefinita della decadenza dei costumi occidentali, tu che mandi la tua dittatoriale madre, elegante e giovanile ma con stampella (un crociato lasciato a Curma?) a portare in tintoria i tuoi quattro completi blu-fund-manager la domenica mattina – Che siano pronti per sera (non potrai mica gestire la fondamentale acquisizione in boxer e calzini di filo-di-Scozia)! Attenzione: la pinzi nell’asola, non sull’etichetta! E il bigliettino giallo, che se no non me li fate per stasera!
Giacomo caro, io non so se tu sia più vittima o più carnefice, non so se disprezzarti o compatirti. Ma se dovessi rincontrare tuo padre, magari non in coda alla cassa della tintoria e senza tua madre, gli offrirò un whisky doppio, di quelli buoni, e forti. Per ora ho offerto il sorriso più sincero che avevo alla paziente tintora dell’Est.
I libri del 2019
Anche se dubito che nessuno lo aspetti con particolare ansia, ecco il mio rituale post sui libri letti nell’anno che si sta per concludere. Iniziamo da due nuove scoperte: Daniel Kehlmann con Il re, il cuoco e il buffone e La misura del mondo e Romain Gary (siano benedetti gli amici che elargiscono consigli su […]
Diventare grande
La mia generazione, chissà se per caso o per colpa vostra, ha vissuto adolescenze lunghe, a volte quasi eterne. Io, anche. E quando finalmente ho iniziato a diventare grande, ed era abbastanza tardi, tu hai iniziato a diventare vecchio, ed era decisamente troppo presto. Quando, architetti alle prime armi, abbiamo finito i lavori della Lucciola, […]
Dialoghi con il Michi: business is business (il futuro è nei servizi)
– Papi, ti piace questa trottola fatta con una ghianda? – È bellissima Michi! Ma l’hai fatta tu? – Sì! – Funziona anche bene! – Ne vuoi una? – Sì, grazie! – Costa 20 centesimi. – …– Se vuoi, per un Euro e venti a settimana puoi avere una trottola al giorno. Anzi una GhianTrottola™! […]
Frecciarossa
Un signore abbastanza anziano dall’aria gagliarda apostrofa tre rumorosissimi ragazzotti. – Oh, ragaszi, di dov’è che siete?– Noi? Di Forlì!– Eh, mi sembrava dall’accento… E dov’è che andate?– In Sviszera, a lavorare a livello di cantiere!– E lo sapete il tedesco?– Eh, no…– Alora ‘scoltate qua che ve lo insegno io, che sono di Rimini. […]
Tornando a casa la sera
Se tornando a casa dall’Ordine a tarda ora dopo una bellissima serata di idee, progetti, sogni, ambizioni e buoni amici vecchi e nuovi, con Jack Johnson nelle orecchie perché se no non ci sarebbero possibilità di trovare le energie necessarie a pedalare fino a oltre la Circonvallazione, mentre sfrecci lungo la strada pedonale del QT8 ripensando alla prodigiosa scena di questo pomeriggio quando il figlio novenne, perso il filo della propria parte nella recita scolastica, non ha però perso né l’animo né il controllo della situazione e ha inspiegabilmente portato il pubblico a un immeritato (o meritatissimo) applauso a scena aperta dimostrando una innata capacità di gestire le situazioni di crisi che francamente gli invidi parecchio, incroci all’improvviso due signori, anche loro in bicicletta, che – almeno dal colore della pelle – si direbbe possano essere venuti da molto lontano, o forse solo da Lampugnano, e uno dei due signori ha sulle spalle un paio di vecchi sci di quelli da due metri e zero cinque e attacco Tyrolia e ti sorride con stanchezza e allegria come se fosse tutto normale, allora pensi che forse ci si può ancora stupire. Buona notte e a domani.
Politica e urbanità
Lo so, è il commento che faccio ad ogni elezione, almeno da Trump in poi… ma ormai è una mia ossessione: anche questa tornata elettorale conferma come il divario politico e culturale tra le grandi città e i territori sia sempre più netto (ormai incolmabile?). Mentre nei territori prevalgono istanze sovraniste o almeno conservatrici, nelle […]
Europa di nuovo conio
Quando sono stato in Erasmus in Spagna, nel 1997, c’erano ancora le Lire e le Pesetas. Mentre qui in Italia le monete metalliche rappresentavano valori esigui (i famosi spiccioli), in Spagna la moneta aveva un ruolo importante, soprattutto il tamugnissimo Veinte Duros, mille e cinquecento lire di bronzo iberico che ti pesavano nelle tasche come […]