È difficile dire quali siano le regioni alla base del successo di un evento come il Kappa Futur Festival. Ci sono elementi che affondano la loro origine in dinamiche specifiche della scena musicale, nella qualità dell’organizzazione, nella capacità di costruire le giuste line-up. Ma anche nelle mode, nei grandi trend mondiali e magari in un po’ di fortuna.
E però, partecipando una sera qualunque al festival torinese di musica elettronica, appare evidente come un suo asset fondamentale sia il luogo in cui si svolge: il Parco Dora.

Il parco, realizzato lungo la Dora sulle aree occupate fino agli anni Novanta dai grandi stabilimenti produttivi della Fiat e della Michelin, integra ambienti naturalistici e preesistenze derivanti dal passato industriale e costituisce il cuore della trasformazione di Spina 3. Inizialmente sviluppato da Andreas Kipar su indicazione del PRG Gregotti-Cagnardi e poi progettato da quel Peter Latz già autore del capolavoro della Ruhr, il parco rappresenta un caso straordinario di grande polmone verde urbano capace di coniugare ecologia e sviluppo, futuro e memoria.
Se oggi il Kappa è considerato uno dei dieci festival più importanti al mondo (così dice DJ Mag), se è capace di portare in città decine di migliaia di giovani da tutto il mondo, se colloca Torino al livello di metropoli di ben altro rango dimensionale, è sicuramente anche, e forse soprattutto, merito di questo luogo incredibile.
Quando operiamo sul progetto urbano, nei nostri diversi ruoli, dobbiamo sempre ricordarci che consegneremo alla città luoghi destinati a un futuro largamente imprevedibile, e che solo promuovendo progetti complessi, stratificati e significativi potremo contribuire ad arricchire il patrimonio di potenzialità delle nostre città.
Rif. https://www.museotorino.it/…/2393d480122c41b4bf77b05b37….